|
|
La cucineria Ligure
3
Con le trasformazioni sociali
avvenute soprattutto dopo la seconda guerra mondiale la pastorizia è
andata diminuendo d'importanza. Sopravvivono però, soprattutto
nell'entroterra imperiese e savonese, e in quello chiavarese sulla Riviera
di Levante, alcune produzioni interessanti. Nella parte più alta, sulle
pendici del Colle di Nava o fra le alture alle spalle della Riviera di
Levante, prevale l'allevamento bovino con la conseguente preparazione di
tome e caciotte di latte vaccino. Si tratta sempre di prodotti di limitata
quantità provenienti da piccoli caseifici molto spesso a conduzione
familiare. Molto tipica è anche la produzione delle caratteristiche
formaggette o robiole, ottenute dall'unione di latte di pecora e capra,
talvolta anche da uno solo dei due, che si mangiano con una stagionatura
limitata a due o tre settimane.
Ortaggi, erbe aromatiche, formaggi, ricotta e uova sono anche i
protagonisti delle molte torte di erbe che spesso sostituiscono la carne
che in Liguria non ha grande tradizione, limitata per lo più a quella
degli animali da cortile (in particolare il coniglio). Fra tutte le torte
d'erbe trionfa la «torta pasqualina» diffusa nell'entroterra ma anche nel
litorale sia di levante che di ponente.
La «torta pasqualina» ha il ripieno a base di bietole o di carciofi, ma si
nobilita per la presenza di uova assodate e soprattutto per la dovizia
delle sfoglie che, leggere come carta velina, ricoprono l'impasto. Secondo
la tradizione, la cuoca impiegata nella preparazione di questo famoso
piatto deve avere una abilità particolare nel tirare la sfoglia a velo
passandola da un pugno all'altro con movimento preciso e rapidissimo, e
nel tenderla sul ripieno in modo che rimanga sollevata a cupola.
Nella versione canonica, sempre più introvabile, le sfoglie sono più di
venti e la cuoca deve soffiare dentro ciascuna per farla gonfiare al punto
giusto. Un piccolo capolavoro, che rimane tale quando la torta esce dal
forno, alta e superba nella sua veste a tanti strati, dorata e
cricchiante.
La pasqualina è forse, col pesto, la più tipica specialità genovese, il
simbolo di una gastronomia che, partendo da ingredienti poveri, riesce ad
arrivare, con grande fantasia e col dosaggio scrupoloso dei sapori, a
risultati di assoluta originalità.
1
-
2 -
4
-
5
...Continua |



|