|
|
La cucineria Ligure
4
Anche la focaccia ligure è
diffusa ovunque rappresentando una tradizione locale di grande
penetrazione in tutta la regione. Questa focaccia è formata da pasta di
pane condita con olio e sale oppure imbottita di tenera formaggetta del
luogo o insaporita con le polpe delle olive appena tolte dal frantoio o
cosparsa di sottilissime fette di cipolla o impastata con foglie di salvia
o altre variazioni, tutte semplici e irresistibili. In nessun'altra
regione d'Italia la focaccia ha raggiunto i vertici di perfezione
nell'impasto, nella cottura, nella fragranza. Cibo povero, anzi
poverissimo, eppure stupendo.
A Santa Giulia, una località sulle colline non lontano da Lavagna, la
prima domenica di agosto, gli abitanti del luogo interpretano un'originale
variante della classica focaccia, dal profumo particolarmente intenso,
impiegando la salvia selvatica che cresce spontanea nella macchia
mediterranea intorno al paese. La festa si tiene sulla panoramica piazza
della chiesa, dove si gusta la focaccia accompagnandola con il vino bianco
locale.
Il frumento entra nella cucina ligure di terra in molti usi perché con
esso si confezionano vari piatti il cui principe è la «mesciua», una
tipica ricetta dell'entroterra di La Spezia. Il termine letteralmente
significa mescolanza. Questo piatto infatti è preparato con ceci, fagioli
e frumento fatti bollire separatamente, rispettando i diversi tempi di
cottura, quindi conditi generosamente con sale, pepe nero e olio d'oliva.
Retaggio di una tradizione legata alle vicende del porto commerciale della
città è incentrata su pochi, genuini prodotti, la «mesciua» è ai giorni
nostri il simbolo dei sapori di ieri, una pietanza povera che in origine
sfruttava i cereali e i legumi racimolati sul fondo dei sacchi di juta.
Nella ricetta antica comparivano anche le fave, poi tralasciate nella
versione moderna perché responsabili di scurire troppo il brodo. Servita
bollente in inverno e tiepida nella bella stagione, la «mesciua» è quindi
una zuppa semplice, ma che ben cucinata diviene un'autentica leccornia.
Nonostante i rapporti intrattenuti dalla Liguria con tutto il
Mediterraneo, nella cucina ligure quale ci è arrivata non c'è quasi
traccia di droghe né di spezie. Si spolverano, al momento di servire, di
pepe macinato grossolanamente (ma non è tassativo) la farinata e la
mesciua, due specialità "povere"; la prima è una schiacciata a base di
farina di ceci che si pone in forno in larghissime teglie rotonde e si
taglia a rombi nei negozi più tipici e popolari che espongono anche
l'insegna «torte e farinata», la seconda è una zuppa del territorio
spezzino. Un cibo elementare, energetico e proteico, che viene
ingioiellato d'olio crudo e rinvigorito con la spezia d'Oriente (la
toscana "peposa" è vicina, non a caso).
1
-
2 -
3
-
5
...Continua |



|